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giovedì 1 aprile 2010

DISCORSO (non fatto) INTEGRALE AL CONVEGNO SUL TURISMO AD ALGHERO MARZO 2010 HOTEL CATALUNYA

Buongiorno a voi tutti,
ringrazio Antonello Muroni per avermi dato la possibilità di parlare 5 minuti con voi, saluto Stefano Lubrano, Giorgio Maccioccu e Franco Cuccureddu ( che spero non c’è l’abbia ancora con me. Ricordo il collegamento con la tv della libertà in occasione della discussione sulla tassa del lusso, Onorevole Le ho detto che somigliava a Soru, doveva vedere la faccia che ha fatto).
Io parlo a nome personale e del movimento civico che sto facendo conoscere che si chiama generazione Alghero.
E’ un movimento civico che nasce dall’esperienza politica che ho avuto come fondatore e presidente del primo circolo della libertà in Sardegna. , magari avrò la possibilità di parlarvene in un secondo momento

Parliamo di turismo, se ne parla molto ovviamente visto che viviamo in una cittadina turistica che proprio da questa risorsa vive e lavora. O almeno dovrebbe.
Se ne parla molto ma poche iniziative concrete si mettono in pratica. Voglio dire che molti di noi si riempiono la bocca di questa parola affascinante che vi ricordo contribuisce per l’11% del nosto pil, ovvero prodotto interno lordo. E’ una percentuale molto bassa, visto che per paragonarci alla Spagna ad esempio li la percentuale di questo settore è di circa il 20%. Alcuni numeri per riflettere…………………nell’ultimo anno c’è stato :
·                            una aumento del 40% in Italia dell'acquisto via Web di pacchetti turistici
·                             Più di un terzo dei viaggiatori europei prenota la propria vacanza on line, oltre il 50% in Gran Bretagna e Germania
·                             Il turismo rappresenta il 43% dell'intero e-commerce italiano con  
un valore di  1,2 miliardi di euro e una media di 300€ per ordine
 
·                             Per il terzo anno consecutivo le prenotazioni di hotel si  
confermano il segmento più in crescita del turismo veicolato in 
 
rete: +55%
·                             Oltre l’80% di chi acquista online ricerca i portali istituzionali.
Attualmente nel portale nazionale italia.it non è presente nessuna informazione sulla nostre regione. Se non solo in tre casi Cagliari, Mamoiada e Guasila.
A livello governativo,secondo me, si sta facendo ben poco anche se ad occupare i posto di ministro è una mia vecchia conoscenza, Michela Vittoria Brambilla( non per fare polemica ma se la Brambilla è li è grazie soprattutto al grande movimento dei circoli della libertà che l’hanno messa in luce con il presidente Berlusconi)
Sono qui oggi per cercare di piantare un seme. Io lo chiamo il seme della possibilità.

Prima di presentarvi l’idea voglio dire anche io qualcosa sul caso Ryanair, tanto che se ne  è parlato tanto, forse troppo e alcune volte alcuni personaggi politici hanno parlato a sproposito. Vi voglio ricordare una cosa: Ryanair che tanto si professa contro gli aiuti di stato( vedi la querelle con Alitalia eil governo Italiano) ha avuto l’aiuto dello stato Irlandese , esattamente nel 1985 dove gli è stata concessa l’esclusiva  per la rotta Dublino-londra(luton) e grazie a questo ha evitato a Oleary di portare i libri in tribunale.
Un’altra cosa voglio aggiungere: o meglio fare alcune considerazioni su alcuni falsi miti dei voli low cost e in particolare qualli di RYANAIR, tratto da un focus dell’istituti Bruno Leoni: www.brunoleoni.it
 I falsi miti sulle low cost
Il prezzo medio di un biglietto di Ryanair non è di 5 o 10 euro, ma circa 38 euro. Questo significa che è possibile comprare biglietti a 5 euro o anche meno; tuttavia quando si prenota all’ultimo momento il prezzo superare i 200 euro. Questo metodo matematico applicato all’economia si chiama yield management e Ryanair è particolarmente capa­ce di implementarlo nel proprio sistema di vendita. Lo yield management (si intende il sistema di gestione delle capacità disponibili (camere d'albergo, posti a sedere nel trasporto aereo) che ha come obiettivo la massimizzazione e l' ottimizzazione del volume di affari. La tecnica di vendita che ne deriva consente di modificare i ricavi per unità sulla base del reale andamento della domanda, realizzando i maggiori ricavi e il più alto tasso di vendite possibile in ogni periodo dell'anno. Una delle manifestazioni più evidenti è l'applicazione di prezzi più alti quando la domanda è elevata e prezzi scontati quando è più bassa. )è applicato non solo dalle compagnie aeree, ma anche in altri settori dei servizi, quali le catene alberghiere.
Perchè Ryanair ha dei costi inferiori a tutte le compagnie? Quali sono i costi di Ryanair e quelli delle altre compagnie?
Il CASK, costo per posto chilometro offerto (questo è la misurazione che viene effettua­ta in ambito economico) di Ryanair è di circa 3,5 centesimi. Easyjet, la prima low cost concorrente, supera i 5 centesimi, Alitalia e le compagnie tradizionali hanno invece un CASK superiore ai 7 centesimi. I costi delle compagnie tradizionali sono di solito più che doppi rispetto a Ryanair.
Com’è possibile compiere un tale risparmio? La manutenzione è una voce certamente importante, ma questo accade perché la compagnia irlandese ha un solo modello di aeromobile (B737-800). In questo modo è possibile comprare i pezzi di ricambio con economie di scala. Alitalia, fino a 2 anni fa, aveva 13 modelli differenti. Quest’omo­geneità della flotta permette anche un utilizzo più efficiente del personale. I costi di formazione dei piloti sono inferiori e la flessibilità è molto maggiore.
I dipendenti Ryanair sono molto più efficienti ed hanno un salario legato ai risultati. La parte variabile è molto importante, mentre il fisso è inferiore a quello delle altre com­pagnie concorrenti. Il rapporto tra numero di passeggeri annui e dipendenti è superiore a 10000. Le compagnie tradizionali hanno un indice inferiore a 1500.
Il vettore è capace di acquistare aeromobili nei periodi di crisi con grandi ordini nei confronti di Boeing. Questo gli ha permesso di ottenere dei prezzi molto bassi con degli sconti importanti. Su questi aeromobili i posti sono più stretti e questo permette un ulteriore risparmio di costo. Certo il viaggio è più scomodo, ma forse i clienti sono contenti di spendere meno per viaggiare in Italia e in Europa per un tragitto di solito inferiore alle due ore. Vi è inoltre un uso più limitato dell’aria condizionata e questo permette un altro piccolo risparmio.
La flotta delle compagnie low cost è la più giovane, in media con meno di 3 anni. Questi vettori utilizzano aeromobili che permettono notevoli risparmi di carburante. Gli aerei di ultima generazione possono far consumare fino al 30 per cento in meno di carbu­rante per passeggero, rispetto ad alcuni modelli utilizzati dalle compagnie tradizionali. Considerando che il costo legato al carburante è superiore al 30 per cento dei costi complessivi, un risparmio del 30 per cento si traduce in costi totali inferiori di quasi il 10 per cento.
Nelle compagnie tradizionali il catering di solito è un costo (anche se molte compagnie stanno modificando la loro strategia), mentre per i vettori low cost è diventato una fonte aggiuntiva di ricavo. La stessa fatturazione dei bagagli è un ricavo per le compagnie come Ryanair o Easyjet, mentre un costo per i vettori full service. I cosiddetti ricavi ancil­lary superano ormai il 10/15 per cento dei ricavi totali delle compagnie a basso costo.
Ryanair inoltre utilizza una strategia molto aggressiva. Nel caso una rotta non sia reddi­tizia, non si pone alcun problema ad eliminarla. Se i load factor non sono soddisfacen­ti, la compagnia decide di spostare il proprio aeromobile.
Il problema dei sussidi regionali e aeroportuali
Un ultimo punto è il più controverso: quello relativo ai sussidi regionali o aeroportua­li. Bisogna distinguere tra le diverse compagnie low cost, perché è sbagliato pensare che esista un solo modello di business. Ryanair utilizza gli aeroporti secondari, mentre Easyjet di solito quelli principali. Il “problema” riguarda dunque la compagnia irlande­se.
Molti aeroporti secondari fanno sconti sulle tasse aeroportuali a Ryanair nel caso il vettore trasporti un certo numero di passeggeri annui.
Bisogna distinguere quattro casi:
Se l’aeroporto fosse gestito da privati, non sorgerebbe alcun problema, poiché si  tratterebbe di un contratto tra due parti private.
Quando l’aeroporto è a gestione pubblica può nascere un problema di sussidio.  Se lo scalo è in perdita, lo sconto a Ryanair diventa effettivamente un aiuto ille­gale.
Se l’aeroporto produce utili, non ci si pone il problema. Un esempio è lo scalo di  Bergamo Orio al Serio, che ogni anno continua a crescere e a produrre utili.
Un sussidio differente, ma che riguarda sempre gli scali secondari è quello dato  dalle Regioni per aiutare a sviluppare determinate rotte. È stato il caso della Re­gione Piemonte e di altre regioni italiane. Questi accordi di co-marketing, in realtà sono sussidi e servono al potere politico ad avere una certa influenza nelle scelte delle compagnie aeree. Per assegnare queste risorse ci vorrebbe almeno una gara trasparente e questo non sempre è stata effettuata.
In questa ultima tipologia di sussidio si è riscontrata un’evoluzione pericolosa. Non solo le compagnie low cost ne hanno beneficiato, dato che l’ultimo accordo di comar­keting della Regione Piemonte è stato firmato con Alitalia.

La crisi del trasporto è un fatto indubitabile. I dati di traffico di quasi tutti gli aeroporti mostrano una caduta di circa il 10 per cento ovunque in Europa nel primo semestre del 2009.
Le compagnie low cost, in questo quadro, sono quelle che soffrono meno la
diminuzione generale del numero di passeggeri, tanto che sia Ryanair che
Easyjet, le due prime compagnie a basso costo europee, hanno incrementato il numero di passeggeri negli ultimi 12 mesi.
Citazione Oleary  nel comunicato Ansa del  17 Novembre del 2009. “Ci aspettiamo di superare Alitalia il prossimo anno per diventare la compagnia aereo numero uno d’Italia’. E’ una stima dell’ad di Ryanair. Michael O’Leary lo ha detto presentando oggi a Roma l’apertura di due nuove tratte da Roma-Ciampino per Cracovia e Siviglia, che partiranno a marzo 2010. Il traffico in Italia di Ryanar nel 2009 e’ aumentato ‘del 22% a 18 milioni di passeggeri in un anno in cui si prevede che il traffico di Alitalia diminuisca del 23% a 18 milioni di passeggeri’
Il Prog. UGO ARRIGO , insegnanate di finanza pubblica e teoria delle sclete collettive presso la facoltà Bicocca di Milano dice: “Sin qui il mio commento alle previsioni di O’Leary. Vorrei però aggiungere che, se facciamo meglio i conti, già molto a breve Ryanair potrebbe risultare vittoriosa su Alitalia nella competizione a chi trasporta più passeggeri. Si tratta infatti di una competizione che si gioca su tre distinte gare, un triatlhon, corrispondente ai tre segmenti di business su cui si articola il trasporto passeggeri: (1) il trasporto domestico, che è liberalizzato dal 1997; (2) il trasporto internazionale infracomunitario, che è liberalizzato da prima del 1997; (3) il trasporto extracomunitario (prevalentemente l’intercontinentale) che non è liberalizzato.
La differenza tra i due vettori è che Alitalia gioca tutte e tre le gare mentre Ryanair può giocare solo le prime due. Quanti dei 21 milioni di passeggeri di Alitalia del 2009 risulteranno trasportati su segmenti sui quali Ryanair non è ammessa a competere? Si può fare un calcolo sui posti offerti nell’anno che, sommando l’intercontinentale e l’Europa extra U.E., sono circa tre milioni. Con un load factor del 75% corrisponderebbero a 2 milioni 250 mila passeggeri, con un load factor dell’80% a 2,4 milioni. Dei 21 milioni di passeggeri attesi per Alitalia nell’anno 2009, in conseguenza, quelli sulle rotte infraeuropee liberalizzate sono 18,6-18,8 milioni, poco più numerosi dei passeggeri Ryanair, ed è forse a questo dato Alitalia che si riferiva O’Leary nel raffronto.

Dopo questa mia riflessione sul caso RYANAIR, voglio portare la vostra attenzione sull’ idea che propongo , la quale è molto semplice, di facile attuazione, costa poco ma può dare dei benefici importanti e soprattutto durevoli.
Una citta turistica innanzi tutto per esserlo veramente, deve soprattutto tutto crederci fino in fondo, non solo chi l’amministra ma soprattutto chi ci abita, chi ci vive, chi ci lavora.
Ad Alghero piaccia o no ci manca la cultura e la vocazione turistica. Potrebbe, secondo voi, un uomo diventare prete se non avesse la vocazione religiosa? Bene, è la stessa cosa che un imprenditore o peggio ancora un amministratore pubblico si occupi di turismo senza averne, appunto, la vocazione.
Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze ritenute fondamentali e che vengono trasmesse di generazione in generazione. La vocazione è una particolare sensibilità verso un tipo di vita, La persona ha un trasporto innato nel vivere un certo tipo di vita
Quello che immagino io è una vera e propria scuola di formazione permanente appunto sulla cultura e vocazione turistica. A questa scuola vi possono partecipare tutti, innanzi tutto gli imprenditori che operano in questo settore insieme ai propri collaboratori. Ma anche i cittadini, andare ad insegnare la cultura turistica nelle scuole cercando di spiagare portando esempi di fatti quello che fanno le altre città che fanno turismo meglio di noi. Le specificità tecniche tecniche ce consentirebbero la riuscita dell’operazione da parte dell’amministrazione comunale sono un argomento che tratterò in altra occasione. Adesso è importante far conoscere questa idea e cercare di metterla al lavoro il più in fretta possibile.
Allora mi chiedo e vi chiedo una cosa:
E’ possibile secondo voi, o meglio è fattibile  la creazione di questa scuola permanente?
E’ possibile che in questa scuola si possano raccontare esperienza positive e istruttive di esempi concreti su come si affronta l’argomento turismo?
E’ possibile che l’amministrazione comunale( quale essa sia di destra o di sinistra) possa realizzare questa scuola?

Credo di aver esposto al meglio quella che non è una proposta con il copiright, ovvero qui non c’è nessuno tantomeno io a rivendicare la paternalità dell’idea. Questa non è una semplice idea è un’intuizione o come ho detto prima è il seme della possibilità.
Sono certo che le persone qui presenti oggi siano moralmente capaci di far loro questa proposta e tutti insieme poterle dare gambe e fiato.
Mi piacerebbe parlare anche di un altro argomento sempre legato al turismo ma il tempo è tiranno ed io ho profittato fin troppo della vostra pazienza. La prossima volta avrò il piacere e l’onore di presentarvi un altro vantaggio competitivo per far funzionare qui ad Alghero la macchina turistica.
Grazie a tutti e che ognuno di voi possa raggiungere i risultati che si è prefissato.
Fausto Farinelli

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